
Altre foto della locanda "La Clusaz".
Vogliamo parlare di ristoranti, di cibo, di vino, di cantine, di gite enogastronomiche, di winebar, di osterie, di molte mangiate e abbondanti bevute, in posti belli e meno belli...pero'..."sempre ridendo, sempre bevendo"


"MITICO" RISTORANTE SORRENTO
Che risate che ci siamo fatti al ristorante Sorrento!. Infatti il Sorrento non lo si può definire un ristorante, ma piuttosto un locale tipo la Parolaccia di Trastevere a Roma dove il mangiare non conta, ma dove si ride (è un ridere abbastanza ironico visto che il conto poi bisogna comunque pagarlo) per tutto ciò che succede durante la serata. In questo “ristorante” vicino a Gabicce Monte avevamo ordinato solo delle pizze e 2 spaghetti allo scoglio ma…le pizze sono in realtà delle minipizze!: avranno fatto i loro calcoli, con l’impasto che in un ristorante fanno 2 pizze qui sicuramente ne fanno almeno 3!. Per coloro che soffrono di pressione alta nessun problema: il sale è inesistente non solo sulla pizza ma anche sugli spaghetti, e sicuramente dovevano avere anche quasi finito il prosciutto visto che le pizze in cui doveva essere presente avevano appena 2 fette delle dimensioni di una lonza! (ma forse erano pizze con la lonza, ci siamo sbagliati noi!). A parte ciò una pizza presentava anche un ingrediente a sorpresa, UN PEZZO DI FERRO sulla bianca mozzarella!!! Incredibile!!! Oltretutto si vedeva benissimo date le dimensioni!!! Il personale senza batter ciglio ha sostituito la pizza con grande efficienza. La stessa efficienza non l’abbiamo riscontrata quando una “garbata” cameriera nel portare via da tavola i piatti, ha ben pensato di schizzare con l’acqua della pizza una gentile commensale (senza nemmeno chiedere scusa anzi…), mentre un’altra gentile commensale si è vista privata, mentre stava ancora mangiando, della forchetta! (probabilmente la nostra “garbata” cameriera ce l’aveva con le donne).
Per chiunque fosse costretto a fermarsi al Sorrento consiglio di non prendere posto nel tavolo dietro al bancone del forno a legna: si rischia di prendere una “palata” nella capoccia se qualcuno seduto davanti a voi non vi avvisa con un ATTENTO!!! ogni volta che il pizzaiolo inforna le sue prelibatezze.
Conclusione (ah…tralasciavo il bagno allagato), forse siamo sfortunati o forse il “ristorante” Sorrento deve CHIUDERE.
Voto 0,5/10 (lo 0,05 è per incoraggiarli alla chiusura)


Abbiamo visitato in questi giorni (rigorosamente in incognito!) la Bussola, un interessante ristorante a Pesaro in Viale Trieste. Dopo un rapido esame del menù abbiamo deciso di partire con un piatto di gnocchi alla spigola, un buon primo delicato e con un giusto equilibrio. Per secondo abbiamo scelto dei filetti di orata in crosta di patate, un piatto molto abbondante nella quantità ma soprattutto eccellente nella realizzazione. Buona la cantina con una discreta scelta di vini locali a prezzi corretti. Interessante il rapporto qualità/prezzo. Voto 7/10


Vacanze alle Eolie/2
Fra tutti i ristoranti a Lipari che abbiamo "visitato" la Trattoria del Vicolo ci è sembrato quello con il miglior rapporto qualità/ prezzo. Il ristorante si trova in un tranquillo vicolo di Corso Vittorio Emanuele. Fra i vari piatti assaggiati possiamo ricordare dell'ottimo pesce spada alla griglia, così come il tonno sempre alla griglia, delizioso è l'involtino di carpaccio di pesce spada con il melone, mentre una sicurezza è l'impepata di cozze. Efficiente il servizio (e vi assicuro che a Lipari non è cosa comune), buona la carta dei vini con molte etichette siciliane a prezzi accessibili (11-12 euro a bottiglia).


Vino estremamente piacevole questo Pallio di San Floriano di Monte schiavo, si tratta di un Verdicchio dei castelli di Jesi Classico Superiore, ottenuto da uve raccolte in una vendemmia tardiva che ne esalta la struttura, il sapore e gli aromi. La tipicita' del vitigno non e' tradita e il vino assume una struttura notevole e profumi e aromi sono chiari, duraturi e piacevoli con un finale ricco e persistente, ma, a causa della surmaturazione delle uve leggermente liquoroso; questo non e' un difetto, anzi con il giusto abbinamento nel cibo il vino sapra' esaltarsi ed esaltare. Ultima nota per il prezzo che e' di circa € 6,00 nelle enoteche, buono qindi il rapporto qualita' prezzo.
voto 8/10
Questa è la ricevuta fiscale del ristorante a Cattolica la Trattoria del Porto, in 6 abbiamo speso 27 euro a testa per il pesce ma c'e' un problema...non c'e' piaciuto! Per prima cosa non avevano più i bicchieri per l'acqua per cui ho bevuto in una coppa del gelato! Per seconda cosa avevano finito anche i bicchieri per il vino per cui qualcuno ha bevuto dalla bottiglia! Scherzo ovviamente ma i bicchieri mancavano per davvero. Per terza cosa il menù non esiste, si è presentato il cameriere ed ha elencato in modo moooolto sommario i piatti, gli chiediamo la lista dei vini e sempre lo stesso cameriere tutto compiaciuto la presenta in questo modo: traminer, fiano, verdicchio, greco di tufo...dei prezzi NIENTE, della cantina NIENTE. Tutto ciò era già sufficiente per andarsene ma siamo un pò masochisti e abbiamo ordinato antipasti caldi e freddi, crostacei sotto sale e grigliata. Per il vino abbiamo scelto "sull'aria" e non sulla carta il Greco di Tufo, una vera ciofeca (voto 3,5/10) della cantina Salsole di Montefusco. Fatte queste premesse passiamo al cibo, gli antipasti freddi erano passabili anche se scarsi di quantità, niente di particolare, il solito salmone, alice marinata, insalata di pesce... insomma ci siamo capiti "roba" per turisti. Gli antipasti caldi (un pò sciapi) erano composti da lumachine, cozze, vongole e una discreta polenta.


Mi ha colpito questo Verdicchio Stefano Antonucci delle cantine Santa Barbara! forse per il perfetto abbinamento con una squisita cena a base di pesce alla Bussola di Pesaro o forse perche' me lo hanno servito alla temperatura giusta fatto sta che mi sono bevuto quasi tutta la bottiglia da solo!! questo verdicchio affina in botti di dimensioni varie e costruite con diversi tipi di legno e al naso come al palato questo si sente ma non e' mai invadente, infatti il protagonista unico e inconfondibile rimane il verdicchio, e la nota legnosa serve solo per conferirgli quel carattere che vini analoghi che fanno solo acciaio non possono vantare e il risultato, come gia' detto, e' pienamente convincente.In enoteca dovreste trovarlo ad un prezzo che si aggira intorno ai 12,00€, ma se capitate dalle parti della Bussola non lasciatevi scappare l'occasione perche' al tavolo lo pagherete 15,00€ con un ricarico onestissimo (caso piu' unico che raro). Evitate invece di farvi portare al tavolo il Pignocco della stessa cantina perche' ve lo faranno pagare €13,00 davvero troppo per un vino valido ma che si trova in enoteca a circa 5,00€!
voto 8,5/10

Davvero piacevole questo Loretello della cantina Politi, un Verdicchio dei Castelli di Jesi con caratterizzato da un buon rapporto qualita' prezzo, (e' infatti possibile trovarlo in enoteca a prezzi che si aggirano sui € 6,00 circa).
Non eccelle per nulla in particolare ma le caratteristiche che ci si aspetta da un Verdicchio ci sono tutte.
Voto 6,5/10

